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miércoles, 21 de diciembre de 2011

Immaturi - Paolo Genovese (2011)


TÍTULO ORIGINAL Immaturi
AÑO 2011
DURACIÓN 108 min.
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS No
DIRECCION Paolo Genovese
GUION Paolo Genovese
FOTOGRAFIA Fabrizio Lucci
MONTAJE Patrizio Marone
GÉNERO Comedia | Amistad
REPARTO Ambra Angiolini, Raoul Bova, Ricky Memphis, Luca Bizzarri, Barbora Bobulova, Paolo Kessisoglu, Anita Caprioli, Giulia Michelini, Luisa Ranieri, Alessandro Tiberi, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli
WEB OFICIAL http://immaturi.libero.it/
PREMIOS 2010: Premios David di Donatello: 3 nominaciones

SINOPSIS Giorgio (Raoul Bova), Lorenzo (Ricky Memphis), Piero (Luca Bizzarri), Luisa (Barbora Bobulova), Virgilio (Paolo Kessisoglu), Francesca (Ambra Angiolini): cosa hanno in comune questi trentottenni? Semplice, 20 anni fa erano compagni di scuola. Ma soprattutto erano amici, erano un gruppo. Poi è successo qualcosa e il gruppo si è frantumato. Ma tra poco torneranno ad esserlo, almeno per qualche giorno: il Ministero della Pubblica Istruzione ha annullato il loro esame di maturità e lo dovranno rifare. Pena l'annullamento di tutti i titoli successivamente conseguiti. E così li vedremo di nuovo insieme, come ai vecchi tempi, con qualche ruga di più e qualche capello di meno. (Coming Soon)


Facciamo quelli seri. Trattiamo questo film come se fosse un prodotto degno di analisi e parliamo di un tema che nessuno ha fin’ora osservato riguardo a questa pellicola: la nostalgia. In realtà non è per nulla vero, tutti, ma proprio tutti, hanno parlato di questa pellicola come di una pellicola molto nostalgica. Quello che però non hanno fatto è stato osservare la banalità e la facilità con cui questo elemento nostalgico viene messo in scena.
Iniziamo dal principio: il film è narrato da Giorgio (Raul Bova) che ricorda con nostalgia i giorni di quella avventura che lui e i suoi ex compagni di liceo avevano vissuto: ridare la prova di maturità. Ovviamente durante il corso della pellicola troviamo continui rimandi nostalgici al periodo del liceo e quindi non abbiamo un incastro di ricordi semplice, ma bensì doppio. Il ricordo nel ricordo, la nostalgia nella nostalgia e il latte ai ginocchi nel latte ai ginocchi. Apparentemente questo doppio incastro potrebbe far dire: “guarda che figata”, ma sono facili e prematuri entusiasmi che si dissolvono non appena la scena cambia e si arriva alla sequenza successiva. Così scopriamo che Pietro (Luca Bizzarri) conduce un programma alla radio, che si intotola “Vorrei tornare”, dove gli ascoltatori richiedono dei pezzi che ricordano dei periodi e momenti felici della loro vita. Già iniziano a cascare le braccia. Poi arriva Lorenzo (Ricky Memphis) che vive ancora con i genitori, nella vecchia camera da adolescente con il letto a castello della sua infanzia. Dopo l’arrivo della grande notizia che dovranno rifare l’esame di maturità, i due si recano nella scuola dove hanno fatto le superiori,vanno a visitare la vecchia classe e lì riemergono i ricordi: dove stavano seduti, la prima frase che un professore per spiegare cos’è la filosofia disse a Pietro (e cito, ho preso appunti durante il film) “La filosofia è che questo momento non lo rivivrai mai più”. E poi i giochi a subbuteo e le versioni di greco, cantare la sigla di Ufo Robot e giocare a un due tre stella… NO FERMI, PARLIAMONE: GIOCARE A UN DUE TRE STELLA???  Ma chi cazzo è che sopra i 7 anni gioca ancora a un due tre stella? Perché non inserire pure una scena di nostalgia per il liquido amniotico già che ci siamo?
Come tralasciare poi le storie d’amore tra un imbranato e una ninfomane che va ai N.A (ninfomani anonimi)? Oppure la donna separata con figlia che ama profondamente il minestrone classico farro e orzo e che cerca di fare di tutto per non farlo uscire di produzione? O dell’uomo che ha paura di avere un figlio ma poi capisce che non è vero come dice Epicuro che bisogna vivere alla giornata perché si può sempre finire sotto a un autobus, ma che bisogna costruirselo l’avvenire (che poi non sono proprio sicura che Epicuro abbia mai parlato di autobus, ma controllo su wikipedia e vi faccio sapere)? O infine gli orribili effetti rallenty del finale del film abbelliti da una terrificante fotografia giallognola tipica di quando “si vuole fare i nostalgici”? A tutto questo aggiungiamo che gli attori di questo film non sono degli attori e la frittata di pollina è fatta.
(Per chi non lo sapesse, la pollina è un concime a base di escrementi di pollo).
http://sushiettibili.it/immaturi-paolo-genovese-2011/01/2011/



Un gruppo di ex compagni di liceo scopre, per mezzo di una lettera del ministero della pubblica istruzione, che il loro diploma non è più valido. Così a distanza di vent’anni Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio e Francesca si rincontreranno per preparare nuovamente la tanto temuta maturità.
Tutto quel che non ci siamo detti venti anni or sono lo si può dire oggi? E tutto quel che abbiamo fatto a 19 anni lo ripossiamo fare esattamente uguale adesso ? Queste domande irrisolte lasciano lo spettatore dell’ultima fatica di Paolo Genovese, capace di riunire per l’occasione un cast giovane e di grande rispetto, con un sapore agrodolce fra le labbra. È estremamente difficile non affezionarsi ai protagonisti del film che oggi come venti anni prima richiamano gli stereotipi dei vari compagni di classe che si sono succeduti nella vita di ogni spettatore e le cui storie personali attuali si intrecciano le une con le altre in un continuo ping pong fra i ricordi di come eravamo e come siamo diventati; con problemi adolescenziali irrisolti e i nuovi problemi dell’età adulta che lentamente si sono sedimentati nella vita di ognuno, da quelli matrimoniali a quelli delle madri single, da chi fa fatica a relazionarsi con l’altro sesso, terminando con il quasi quarant’enne che non si decide a lasciare la casa dei genitori.
Un film quindi gradevole che non vuole veicolare messaggi di alcun tipo e che non deve essere visto se non per quel che è cioè una commedia leggera come il periodo che vorrebbe ricordare con una seconda maturità che dovrebbe finalmente e definitivamente fare chiudere,  per gli “immaturi” del titolo, con il loro passato adolescenziale. Per concludere sono da stigmatizzare la prova di Maurizio Mattioli, nella parte del padre di Ricky Memphis, e una splendida versione acustica di “Born To Be Alive” suonata dalla “Iena” Paolo Kessisoglu.
Ciro Andreotti
http://www.impattosonoro.it/2011/02/16/cinema/immaturi-di-paolo-genovese/

 

3 comentarios:

  1. Grazie.

    Lástima que parece que aún no hay subtítulos en ningún idioma.

    He traducido la sinopsis:
    Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio, Francesca: ¿qué tienen en común estos treintañeros? Fácil, hace veinte años eran compañeros de colegio. Pero sobre todo eran amigos, eran un grupo. Ahora volverán a serlo, al menos por unos días: el ministerio ha anulado su examen de "maturità" (el equivalente a la selectividad en España) y lo deben repetir.

    El título por tanto es un juego de palabras con el tema del examen de "madurez". No sé cómo se llamará en los países latinoamericanos...

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  2. Nadie ha encontrado los subtitulos de esta pelicula? :(
    Es imposible conseguir subtitulos de este tipo de peliculas y es mucho trabajo que alguien los traduzca :(

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  3. Muchachos, disfruten de mi post que Immaturi está subtitulada en español!!! : www.gratispeliculas.org/descargar/inmaduros-2011-dvdrip-dual-castellano-e-italiano-ac3-sub-espanol-fs-lb/
    Invito al moderador de este post a que la tome para repostearla aquí, todo suma!
    Acabo de descubrir este blog y estoy re contento! me encanta el cine italiano, francés, español. Felicitaciones!!!

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